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Vodo Cadore

Vodo Cadore è un piccolo comune di circa 900 abitanti nella media Valle del Boite, in provincia di Belluno, a 910 metri di quota,...

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Vodo Cadore è un piccolo comune di circa 900 abitanti nella media Valle del Boite, in provincia di Belluno, a 910 metri di quota, incastonato tra due dei massicci più celebri delle Dolomiti: l'Antelao, che supera i 3.260 metri, e il Pelmo, che sfiora i 3.170 metri. Il territorio, chiamato storicamente d'Oltrechiusa perché posto a monte dell'antico forte della Chiusa di Venas, ha origini molto antiche, testimoniate da reperti archeologici rinvenuti nel corso degli anni. Nonostante le dimensioni contenute, Vodo Cadore ha dato i natali a personaggi di rilievo, come Gianpietro Talamini, fondatore del quotidiano Il Gazzettino di Venezia, e soprattutto Italo Marchioni, nato nella frazione di Peaio nel 1868, a cui viene attribuita l'invenzione del cono gelato. È un paese di montagna autentico, tra le mete meno affollate ma più suggestive del Cadore.

Aggiornato il 12 luglio 2026

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Il racconto

Vodo Cadore, la sua storia

Nel cuore della Valle del Boite

Vodo Cadore si trova nella media Valle del Boite, a 910 metri di altitudine, in una posizione che storicamente veniva definita d'Oltrechiusa, in quanto posta a monte del forte della Chiusa di Venas di Cadore, un tempo punto di controllo strategico per l'accesso all'Alto Cadore. Il territorio comunale, di dimensioni contenute e popolato da circa 900 abitanti, comprende diverse frazioni, tra cui Peaio e Vinigo, disposte lungo il fondovalle e le prime pendici montane. Le origini del paese sono molto antiche, come testimoniano reperti archeologici rinvenuti nel corso del tempo, che confermano un insediamento umano in quest'area già in epoche remote, ben prima dello sviluppo turistico moderno della zona.

Tra Antelao e Pelmo, giganti delle Dolomiti

La posizione di Vodo Cadore è definita dalla presenza di due tra le montagne più celebri delle Dolomiti: l'Antelao, che supera i 3.260 metri ed è tra le vette più alte dell'intero gruppo dolomitico, e il Pelmo, che sfiora i 3.170 metri ed è noto per la sua forma inconfondibile, spesso paragonata a un trono di roccia. Questi due massicci, riconosciuti patrimonio dell'umanità dall'UNESCO come parte delle Dolomiti, disegnano l'orizzonte del comune e ne definiscono l'identità paesaggistica, offrendo scenari spettacolari sia in estate, per l'escursionismo e l'alpinismo, sia in inverno, quando la neve trasforma la valle in una meta per gli sport invernali. Non a caso Vodo Cadore rappresenta un punto di partenza naturale per chi vuole avvicinarsi a entrambe le montagne.

Il paese che inventò il cono gelato

Tra le curiosità che rendono Vodo Cadore un paese particolare c'è la nascita, nella frazione di Peaio, nel 1868, di Italo Pietro Marchioni, a cui è attribuita l'invenzione del cono gelato, un'innovazione che avrebbe cambiato per sempre il modo di gustare il gelato in tutto il mondo. Vodo Cadore fu anche paese natale di Gianpietro Talamini, nato nel 1845, fondatore del quotidiano veneziano Il Gazzettino, testata che sarebbe diventata uno dei giornali più letti del Nordest italiano. Il fatto che un comune di poche centinaia di abitanti abbia dato i natali a due figure di questo rilievo racconta bene la vitalità culturale e imprenditoriale che ha spesso caratterizzato le comunità di montagna del Cadore, capaci di proiettarsi ben oltre i confini della valle.

Storia e fede tra le frazioni

Nella frazione di Vinigo si trova la chiesa di San Giovanni Battista, edificata nel 1376 e oggi sottoposta a tutela come monumento nazionale dalla Soprintendenza di Venezia, una delle testimonianze più antiche e meglio conservate dell'architettura religiosa della zona. Poco distante, ma sul territorio comunale, sorge il Rifugio Venezia, costruito nel 1892 e considerato il primo rifugio alpino italiano realizzato nelle Dolomiti, un punto di riferimento storico per l'alpinismo dell'area che ancora oggi accoglie escursionisti diretti verso le quote più alte. Questi due luoghi, insieme, raccontano una storia di fede popolare e di primato alpinistico che affianca, in modo complementare, le vicende più recenti legate ai personaggi illustri nati nel comune.

Montagna quattro stagioni

La vita a Vodo Cadore segue ancora oggi il ritmo delle stagioni di montagna, con un'estate dedicata all'escursionismo verso l'Antelao e il Pelmo, ai sentieri della Valle del Boite e alle visite al Rifugio Venezia, e un inverno che porta neve e sport invernali, in un contesto meno affollato rispetto alle vicine località più turistiche del Cadore, come Cortina d'Ampezzo. Questa dimensione più tranquilla è probabilmente il valore aggiunto principale del comune: un paese che permette di vivere le Dolomiti in modo autentico, senza le folle delle mete più celebri, ma con lo stesso patrimonio naturale e paesaggistico di grande valore che caratterizza l'intera area.

Esperienze da non perdere

  • Escursione verso il Rifugio Venezia, primo rifugio alpino delle Dolomiti
  • Visitare la chiesa trecentesca di San Giovanni Battista a Vinigo
  • Ammirare le pareti dell'Antelao e del Pelmo dal fondovalle
  • Scoprire Peaio, paese natale dell'inventore del cono gelato
  • Percorrere i sentieri della Valle del Boite in ogni stagione

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