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Vicenza, capoluogo del Veneto centrale, è la città che più di ogni altra porta il nome di Andrea Palladio, l'architetto che nel Ci...

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Vicenza, capoluogo del Veneto centrale, è la città che più di ogni altra porta il nome di Andrea Palladio, l'architetto che nel Cinquecento reinventò il linguaggio classico e influenzò per secoli l'architettura occidentale, dagli Stati Uniti alla Russia. Il centro storico, dichiarato Patrimonio dell'Umanità dall'UNESCO insieme alle ville palladiane del Veneto, si racchiude in un reticolo di vie eleganti dominate da palazzi nobiliari, logge e cortili segreti. Piazza dei Signori, cuore della città, ospita la maestosa Basilica Palladiana con le sue serliane bianche e la slanciata Torre Bissara; poco distante, il Teatro Olimpico custodisce la più antica scenografia teatrale fissa d'Europa. Corso Palladio attraversa la città come un museo a cielo aperto, mentre le colline circostanti custodiscono Villa La Rotonda e Villa Valmarana ai Nani, con i suoi affreschi di Giambattista e Giandomenico Tiepolo. Vicenza è anche capitale mondiale dell'oreficeria, sede della fiera Vicenzaoro, e patria del baccalà alla vicentina, piatto simbolo della cucina veneta. Una città elegante e misurata, da percorrere a piedi, tra arte, storia e sapori autentici.

Aggiornato il 12 luglio 2026 · Fonti: Editorial knowledge - not sourced from external AI/API services

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Vicenza, la sua storia

La Basilica Palladiana e Piazza dei Signori

Piazza dei Signori è il salotto civile di Vicenza fin dall'epoca romana, ma il suo volto attuale porta la firma di Andrea Palladio, che nel 1549 fu incaricato di rivestire il preesistente Palazzo della Ragione con una nuova loggia in pietra bianca di Piovene. Nacque così la Basilica Palladiana, capolavoro assoluto dell'architettura rinascimentale, riconoscibile per il doppio ordine di serliane (le celebri 'finestre palladiane', un arco affiancato da due aperture rettangolari) che risolvevano con eleganza le irregolarità della struttura medievale sottostante. Accanto si erge la Torre Bissara, alta oltre 82 metri, e di fronte le colonne di San Marco e del Redentore, simboli del lungo dominio veneziano sulla città. Sotto i portici della Basilica, mercati e caffè animano la piazza da secoli.

Il Teatro Olimpico

Inaugurato nel 1585 con l'Edipo Tiranno di Sofocle, il Teatro Olimpico è l'ultima opera di Andrea Palladio, completata dopo la sua morte da Vincenzo Scamozzi, e rappresenta il più antico teatro coperto stabile ancora esistente al mondo. L'edificio, ispirato ai teatri dell'antichità classica, custodisce una cavea semicircolare in legno e stucco che imita la pietra, coronata da una balconata di statue. Ma il suo elemento più straordinario è la scena fissa firmata da Scamozzi: sette vie prospettiche in legno e stucco che, sfruttando l'illusione ottica, simulano le strade della città di Tebe protendendosi in profondità per pochi metri reali ma percepiti come decine. Riconosciuto dall'UNESCO, il teatro ospita ancora oggi rassegne classiche e concerti, un'esperienza unica per rivivere la magia scenica rinascimentale.

Corso Palladio e i palazzi

Corso Palladio è l'arteria principale del centro storico, un percorso di circa 800 metri che collega Piazza Castello al Corso e che racconta, palazzo dopo palazzo, l'evoluzione dello stile palladiano e dei suoi allievi. Passeggiando si incontrano il Palazzo Chiericati, sede del Museo Civico e della Pinacoteca con opere di Tiepolo, Veronese e Van Dyck, e numerosi altri edifici nobiliari con facciate scandite da colonne, timpani e bugnati. Le vie laterali custodiscono cortili silenziosi, chiese barocche e botteghe artigiane, mentre i caffè storici offrono soste ideali per osservare il viavai cittadino. Passeggiare lungo il Corso, soprattutto al tramonto quando la pietra si accende di riflessi dorati, è il modo migliore per comprendere perché Vicenza sia soprannominata la 'città di Palladio'.

Villa La Rotonda

Su una collina appena fuori dal centro sorge Villa Almerico Capra, universalmente nota come Villa La Rotonda, l'opera più celebre e imitata di Andrea Palladio. Progettata a partire dal 1566, la villa si distingue per la pianta perfettamente simmetrica: un volume cubico centrale sormontato da una cupola, con quattro identici pronai a colonne ioniche affacciati sui quattro punti cardinali, ciascuno preceduto da una scalinata. Questa geometria armonica, che fonde il tempio classico con la residenza signorile, ha ispirato edifici in tutto il mondo, dalla Chiswick House londinese a Monticello di Thomas Jefferson negli Stati Uniti. Patrimonio UNESCO insieme alle altre ville palladiane, La Rotonda è visitabile e regala una delle viste più fotografate della campagna vicentina.

Villa Valmarana ai Nani e Tiepolo

A pochi passi da La Rotonda, Villa Valmarana ai Nani deve il suo nome curioso alle statue di nani in pietra che decorano il muro di cinta del giardino, legate a una leggenda locale. L'interesse principale della villa, tuttavia, sta negli affreschi realizzati nel 1757 da Giambattista Tiepolo, il più grande decoratore del Settecento veneziano, insieme al figlio Giandomenico. Nella Palazzina, Giambattista dipinse scene tratte dai grandi poemi epici - l'Iliade, l'Eneide, la Gerusalemme Liberata e l'Orlando Furioso - con la consueta luminosità cromatica e il senso teatrale del movimento; nella Foresteria, Giandomenico realizzò invece scene di vita quotidiana e 'cineserie' più intime e narrative. Il contrasto tra i due stili, padre e figlio, rende la visita un confronto affascinante su due modi diversi di intendere la pittura decorativa.

Il Santuario di Monte Berico

Dominando la città dall'alto del colle omonimo, il Santuario di Monte Berico è meta di pellegrinaggio fin dal Trecento, quando la Madonna sarebbe apparsa a una contadina promettendo la fine di una pestilenza. L'attuale basilica, in forme barocche, custodisce opere d'arte di rilievo come la Cena di San Gregorio Magno di Paolo Veronese e una copia della Pietà scolpita da Orazio Marinali. Il piazzale antistante offre uno dei panorami più belli su Vicenza e sulla pianura veneta circostante, con le Prealpi sullo sfondo nelle giornate limpide. Si può salire a piedi lungo il lungo porticato settecentesco che parte dal centro cittadino, un percorso ombreggiato di circa 700 metri scandito da cappelle votive, oppure raggiungere la sommità in auto o autobus.

L'oreficeria vicentina

Vicenza è, insieme ad Arezzo e Valenza, uno dei principali distretti orafi d'Italia e tra i più importanti al mondo per la produzione di gioielli in oro. La tradizione, che affonda le radici in secoli di artigianato locale, ha trovato nel Novecento una vocazione industriale ed export che ha reso il territorio vicentino un punto di riferimento globale del settore. Ogni anno la città ospita Vicenzaoro, una delle fiere internazionali di gioielleria più importanti al mondo, che richiama compratori e appassionati da ogni continente presso la Fiera di Vicenza. Nel centro storico non mancano botteghe orafe storiche e negozi specializzati dove ammirare la lavorazione artigianale, mentre alcuni musei cittadini raccontano la storia di questa vocazione secolare che intreccia arte, commercio e manifattura.

Il baccalà e i sapori vicentini

La cucina vicentina ha nel baccalà alla vicentina il suo piatto identitario: nonostante il nome, si prepara con lo stoccafisso essiccato (non salato), cotto lentamente con latte, olio, acciughe, cipolla e formaggio grana fino a ottenere una consistenza cremosa, tradizionalmente servito con polenta bianca o gialla. Il piatto ha un disciplinare di tutela custodito dalla Venerabile Confraternita del Baccalà alla Vicentina, nata proprio in città. Accanto a questo simbolo, la tavola vicentina propone risi e bisi, gli asparagi bianchi di Bassano nella stagione primaverile, formaggi di malga e vini dei Colli Berici e della Valpolicella non lontana. Osterie storiche e bacari nel centro storico permettono di assaggiare questi piatti accompagnati da un buon bicchiere di vino locale, in un rito conviviale molto sentito in tutto il Veneto.

Come visitarla

Vicenza si esplora comodamente a piedi: il centro storico è compatto e le principali attrazioni, da Piazza dei Signori al Teatro Olimpico, distano pochi minuti l'una dall'altra. La stazione ferroviaria, sulla linea Milano-Venezia, è a breve distanza dal centro e rende la città facilmente raggiungibile in giornata da Venezia, Padova e Verona. Per raggiungere Villa La Rotonda e Villa Valmarana ai Nani, poste sulle colline a sud, si può camminare (circa 30-40 minuti dal centro) oppure usare l'autobus urbano; lo stesso vale per la salita al Santuario di Monte Berico. La primavera e l'inizio dell'autunno offrono il clima più favorevole per le passeggiate, mentre gennaio è il mese di Vicenzaoro, quando la città si anima di visitatori internazionali legati al settore orafo.

Esperienze da non perdere

  • Ammirare la Basilica Palladiana e salire alla Torre Bissara per una vista sui tetti del centro storico.
  • Assistere a uno spettacolo o visitare la scena fissa del Teatro Olimpico, capolavoro scenografico di Vincenzo Scamozzi.
  • Percorrere Corso Palladio ammirando i palazzi nobiliari fino a Palazzo Chiericati e la sua Pinacoteca.
  • Visitare Villa La Rotonda e restare incantati dalla sua perfetta simmetria architettonica.
  • Scoprire gli affreschi di Giambattista e Giandomenico Tiepolo a Villa Valmarana ai Nani.
  • Salire al Santuario di Monte Berico lungo il portico settecentesco per godere del panorama sulla città.
  • Curiosare tra le botteghe orafe del centro, cuore del distretto orafo vicentino.
  • Assaporare il baccalà alla vicentina con polenta in un'osteria storica del centro.

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