Segusino
Segusino è un comune della pedemontana trevigiana, al confine con la provincia di Belluno, attraversato da nord a sud dal fiume Pi...
Aggiornato il 12 luglio 2026
Il racconto
Segusino, la sua storia
Tra Piave e Prealpi
Segusino sorge nella pedemontana trevigiana, a ridosso del confine con la provincia di Belluno, in un territorio dove le ultime propaggini delle Prealpi scendono verso la pianura. Il fiume Piave attraversa l'abitato in direzione nord-sud, segnando in parte anche il confine comunale, e ha sempre rappresentato per Segusino sia una risorsa sia una minaccia, capace di alluvioni improvvise ma anche di alimentare l'agricoltura e i piccoli mulini un tempo diffusi lungo le sue rive. Il paesaggio comunale alterna la piana fluviale a colline coltivate, in un contesto di transizione tra la montagna bellunese, poco distante, e le colline vitate della Marca trevigiana.
Dalle origini medievali alla Grande Guerra
La prima testimonianza storica su Segusino risale al 983, quando il vescovo Rodolfo donò queste terre al monastero dei Santi Felice e Fortunato di Vicenza, segnando l'inizio di una lunga storia legata alle istituzioni religiose e alla gestione del territorio agricolo. Molti secoli più tardi, durante la Prima Guerra Mondiale, Segusino visse una pagina drammatica e inattesa della sua storia: in seguito alla rotta di Caporetto e al ripiegamento dell'esercito italiano sulla linea del Piave, il paese si trovò improvvisamente coinvolto nel fronte di guerra, un evento che ha lasciato tracce profonde nella memoria collettiva della comunità, ancora oggi coltivata attraverso monumenti, sentieri della memoria e iniziative locali.
L'eremo sul Piave
Uno dei luoghi più suggestivi di Segusino è l'antico eremo a picco sul fiume Piave, che durante la Grande Guerra fu utilizzato come postazione dall'esercito nemico, data la sua posizione strategica di controllo sulla vallata. Abbandonato e degradato nel corso del Novecento, l'eremo è stato recuperato negli anni Novanta grazie al lavoro dei volontari segusinesi, che ne hanno restituito alla comunità il valore storico e simbolico. Oggi il sentiero che porta all'eremo, spesso chiamato Anello del Romit, in ricordo degli eremiti che nei secoli passati vi si succedettero, è uno dei percorsi escursionistici più apprezzati del comune, capace di unire natura, memoria storica e un panorama diretto sul corso del fiume.
Le chiese di Segusino e Milies
Il territorio comunale conserva diversi edifici religiosi di interesse. Nel capoluogo si trova la chiesa di Santa Lucia Vergine e Martire, punto di riferimento religioso della comunità principale. Nella frazione di Milies sorge invece la chiesa di Santa Maria Ausiliatrice, mentre più isolata, raggiungibile percorrendo un tratto dell'Anello del Romit, si trova la chiesa dei Santi Gervasio e Protasio, nei pressi della quale, fino all'Ottocento, si avvicendarono generazioni di eremiti. Questo insieme di edifici religiosi, distribuiti tra il fondovalle e le zone più isolate del territorio, racconta la storia di una comunità profondamente legata alla fede e alla vita di montagna, capace di conservare nel tempo anche i luoghi più marginali.
La fioritura dei narcisi e il borgo di Stramare
Tra le esperienze più caratteristiche di Segusino c'è la fioritura dei narcisi selvatici, che tra la primavera e l'inizio dell'estate ricopre di bianco i prati della pianura e della costa di Milies, a partire dalla metà di aprile: uno spettacolo naturale semplice ma di grande fascino, che richiama camminatori e appassionati di natura. Non lontano si trova Stramare, una delle borgate storiche del comune, oggi completamente abbandonata ma di una bellezza difficile da descrivere a parole, con le sue case in pietra ormai invase dalla vegetazione. Stramare rappresenta bene il destino di molti piccoli insediamenti montani della zona, spopolati nel corso del Novecento ma ancora capaci di raccontare, silenziosamente, la vita che un tempo li animava.
Esperienze da non perdere
- Camminare fino all'eremo sul Piave lungo l'Anello del Romit
- Ammirare la fioritura dei narcisi nei prati di Milies, tra aprile e maggio
- Visitare il borgo abbandonato di Stramare, tra case in pietra e vegetazione
- Scoprire le chiese di Santa Lucia a Segusino e Santa Maria Ausiliatrice a Milies
- Salire verso le colline del Prosecco di Valdobbiadene, patrimonio UNESCO, a pochi chilometri
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