Quinto Vicentino
Quinto Vicentino è un comune della pianura vicentina, a pochi chilometri a est di Vicenza, il cui centro coincide simbolicamente c...
Aggiornato il 12 luglio 2026
Il racconto
Quinto Vicentino, la sua storia
Un nome che viene da Roma
Il toponimo Quinto, comune a diversi centri della pianura veneta, deriva dal latino 'ad quintum lapidem', ovvero 'al quinto miglio', e indica la posizione dell'insediamento lungo un'antica strada romana misurata a partire da Vicenza. Questa origine testimonia come il territorio fosse già organizzato in epoca romana secondo il sistema della centuriazione, la suddivisione regolare dei campi agricoli che ha lasciato tracce ancora oggi leggibili nell'orientamento delle strade e dei confini poderali della pianura vicentina. Da questo nucleo di origine romana si sviluppò, nei secoli successivi, l'insediamento medievale e poi il paese moderno.
I fratelli Thiene e il progetto di una grande villa
Attorno al 1542 i fratelli Adriano e Marcantonio Thiene, figli di Gian Galeazzo, esponente di una delle più potenti famiglie nobiliari vicentine, avviarono a Quinto la costruzione di una residenza di campagna sui terreni già di proprietà familiare, nello stesso periodo in cui la famiglia stava realizzando anche il proprio palazzo urbano a Vicenza. Il progetto complessivo, elaborato con il coinvolgimento di più architetti tra cui Andrea Palladio, prevedeva una villa di dimensioni e ambizione straordinarie, pensata come manifesto del prestigio della casata. Le vicende familiari, tra cui l'esilio di Adriano Thiene nel 1547, condizionarono profondamente la realizzazione dell'opera.
Un capolavoro rimasto incompiuto
Come accadde anche per il palazzo urbano della famiglia a Vicenza, il grande progetto palladiano per Villa Thiene non fu mai realizzato nella sua interezza: la morte dei due fratelli committenti e il progressivo spostamento degli interessi della famiglia verso altri possedimenti, in particolare in Emilia, portarono all'interruzione dei lavori. Ciò che oggi si può ammirare è quindi solo una parte di un disegno molto più ambizioso, pubblicato dallo stesso Palladio ne 'I quattro libri dell'architettura' come testimonianza di un'idea di villa mai completamente realizzata, ma capace ugualmente di rappresentare l'ambizione architettonica del Rinascimento vicentino.
Gli affreschi e le trasformazioni successive
All'interno, il salone del piano terra conserva un ciclo di affreschi cinquecenteschi realizzato dal pittore scledense Giovanni De Mio, ispirato a episodi della mitologia greca e della storia romana, tra le testimonianze pittoriche più interessanti delle ville vicentine minori. Nel corso del Settecento la facciata verso il giardino fu inoltre modificata su intervento dell'architetto Francesco Muttoni, che aggiornò l'edificio secondo il gusto dell'epoca. Queste stratificazioni successive rendono Villa Thiene un caso di studio prezioso per comprendere come le grandi dimore venete si siano trasformate nel tempo, adattandosi a esigenze e gusti diversi.
Dalla villa al municipio
Con il passare dei secoli Villa Thiene ha cambiato funzione, fino a diventare l'attuale sede del Comune di Quinto Vicentino, un caso non comune di riuso pubblico di un edificio storico di tale valore. Dal 1996 la villa è inserita, insieme alle altre opere palladiane della città e della provincia di Vicenza, nel sito seriale riconosciuto Patrimonio dell'Umanità dall'UNESCO come 'Città di Vicenza e le Ville del Palladio nel Veneto'. Questo riconoscimento internazionale convive con la quotidianità di un piccolo comune, dove gli uffici amministrativi lavorano ancora oggi negli stessi spazi un tempo pensati per la rappresentanza di una grande famiglia nobiliare.
Vita locale, economia e dintorni
Quinto Vicentino è oggi un comune fortemente residenziale, cresciuto in stretta relazione con la vicina Vicenza, di cui è di fatto un comune satellite per gran parte della popolazione che vi lavora o studia. Accanto alla residenzialità permangono attività artigianali e una quota di agricoltura di pianura, mentre la vita del paese si concentra attorno ai servizi locali e, simbolicamente, attorno alla villa-municipio. La vicinanza a Vicenza, raggiungibile in pochi minuti d'auto, rende il paese una tappa naturale per chi desidera scoprire, oltre ai grandi circuiti palladiani cittadini, anche le ville meno note della campagna circostante.
Esperienze da non perdere
- Visitare Villa Thiene, sede del municipio e capolavoro incompiuto legato al progetto di Andrea Palladio
- Ammirare gli affreschi cinquecenteschi di Giovanni De Mio nel salone del piano terra
- Osservare la facciata verso il giardino rimaneggiata da Francesco Muttoni nel Settecento
- Scoprire le tracce della centuriazione romana nell'orientamento dei campi e delle strade
- Usare Quinto Vicentino come tappa per un itinerario tra le ville palladiane minori della campagna vicentina
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