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Padova

Padova è una città che sorprende per la densità di capolavori raccolti in un centro storico percorribile a piedi in poche ore

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Padova è una città che sorprende per la densità di capolavori raccolti in un centro storico percorribile a piedi in poche ore. Non è la fama a mancarle, semmai la giusta collocazione nell'immaginario dei viaggiatori: qui Giotto ha rivoluzionato la pittura occidentale affrescando la Cappella degli Scrovegni, qui l'Università - una delle più antiche d'Europa, fondata nel 1222 - ha ospitato Galileo Galilei in cattedra per diciotto anni, qui l'Orto Botanico più antico del mondo continua a coltivare piante dal 1545. Il centro, cinto un tempo dalle mura rinascimentali, alterna piazze animate da mercati quotidiani, portici che paiono infiniti e la mole solenne della Basilica di Sant'Antonio, meta di pellegrinaggio ininterrotto da otto secoli. Nel 2021 l'UNESCO ha riconosciuto otto cicli affrescati trecenteschi cittadini come Patrimonio dell'Umanità, sotto il nome "Padova Urbs picta", confermando quanto la città sia stata, tra Duecento e Trecento, un laboratorio decisivo per la storia dell'arte. A tutto questo si aggiungono un'anima universitaria vivace, una cucina di terraferma veneta sincera e il fascino discreto di una città che non ha mai smesso di essere se stessa.

Aggiornato il 12 luglio 2026 · Fonti: UNESCO World Heritage Centre - Padua's fourteenth-century fresco cycles (Padova Urbs picta) · Cappella degli Scrovegni - Musei Civici di Padova, official visitor information · Università degli Studi di Padova - historical archive and Palazzo del Bo / Teatro Anatomico visitor guide · Orto Botanico di Padova - Università degli Studi di Padova, official history · Basilica Pontificia di Sant'Antonio di Padova - official site · Comune di Padova - Turismo Padova, official tourism information

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La Cappella degli Scrovegni

La Cappella degli Scrovegni è il motivo per cui molti viaggiatori arrivano a Padova, e raramente resta l'unico. Fatta costruire da Enrico Scrovegni accanto al proprio palazzo ed edificata alla fine del Duecento, fu affrescata da Giotto tra il 1303 e il 1305 con un ciclo che racconta le storie di Gioacchino e Anna, la vita della Vergine, quella di Cristo, e culmina nel monumentale Giudizio Universale sulla controfacciata. Il fondo blu lapislazzuli, le figure dal volume inedito per l'epoca, l'uso dello spazio prospettico ancora acerbo ma già rivoluzionario: qui la pittura occidentale cambia strada. L'accesso è contingentato e richiede prenotazione, con una sosta preliminare in una stanza climatizzata a tutela degli affreschi: un piccolo rito che prepara all'emozione.

Padova Urbs picta, patrimonio UNESCO

Nel luglio 2021 l'UNESCO ha iscritto nella Lista del Patrimonio Mondiale otto cicli di affreschi trecenteschi padovani sotto il titolo "Padova Urbs picta", riconoscendo alla città un ruolo di laboratorio artistico senza pari nell'Europa del tempo. Oltre alla Cappella degli Scrovegni, il percorso include il Battistero della Cattedrale con gli affreschi di Giusto de' Menabuoi, il Palazzo della Ragione, la Basilica di Sant'Antonio, gli oratori di San Giorgio e San Michele, la Reggia Carrarese e la Chiesa degli Eremitani. Un'unica città, in meno di un secolo, ha visto affermarsi e maturare la pittura murale che avrebbe poi ispirato il Rinascimento: percorrerla oggi significa attraversare una sorta di museo diffuso a cielo aperto, dove ogni edificio racconta un capitolo diverso della stessa rivoluzione figurativa.

La Basilica di Sant'Antonio

I padovani la chiamano semplicemente "il Santo", e con questo articolo determinativo dicono già tutto sul legame che li unisce alla Basilica di Sant'Antonio. Costruita a partire dal 1232, l'anno successivo alla morte del frate francescano, mescola cupole di ispirazione bizantina, slanci gotici e un impianto romanico in un insieme che non assomiglia a nessun'altra chiesa italiana. All'interno, la Cappella dell'Arca custodisce le spoglie del Santo, meta di un pellegrinaggio mai interrotto da otto secoli; l'altare maggiore ospita uno dei capolavori della scultura rinascimentale, il complesso bronzeo realizzato da Donatello, che nella piazza antistante firmò anche il monumento equestre al condottiero Gattamelata, primo grande bronzo equestre dell'Italia moderna.

L'Università e il Teatro Anatomico

Fondata nel 1222, l'Università di Padova è tra le più antiche del mondo occidentale e ha fatto della libertà d'insegnamento — riassunta nel motto "Universa Universis Patavina Libertas" — la propria ragione d'essere fin dal principio. Galileo Galilei vi insegnò per diciotto anni, dal 1592 al 1610, definendo quelli come "i più belli della mia vita". Nel Palazzo del Bo, sede storica dell'ateneo, si visita il Teatro Anatomico costruito nel 1594, il più antico teatro anatomico stabile che si sia conservato al mondo, dove generazioni di studenti osservavano le dissezioni da gradinate a imbuto strettissime. Sempre qui, nel 1678, Elena Lucrezia Cornaro Piscopia divenne la prima donna al mondo a laurearsi, un primato che la città rivendica con orgoglio.

L'Orto Botanico

Voluto dal Senato della Repubblica di Venezia nel 1545 per la coltivazione di piante medicinali destinate agli studi di farmacologia, l'Orto Botanico di Padova è il più antico giardino botanico universitario del mondo ancora nella sua sede originaria, e dal 1997 è Patrimonio UNESCO. L'impianto circolare cinquecentesco, circondato da un anello d'acqua e da una cinta muraria, custodisce ancora oggi esemplari storici come la cosiddetta Palma di Goethe, piantata nel 1585 e osservata dallo scrittore tedesco nel 1786 per le sue riflessioni sulla metamorfosi delle piante. Accanto al nucleo antico, le moderne serre del Giardino della Biodiversità ricreano cinque climi del pianeta, dal tropicale umido al desertico, in un percorso che unisce storia della scienza e botanica contemporanea.

Il Prato della Valle

Con i suoi circa 90.000 metri quadrati, il Prato della Valle è una delle piazze più grandi d'Europa e certamente una delle più scenografiche: un'isola ellittica, l'Isola Memmia, cinta da un canale e circondata da settantotto statue di personaggi illustri legati alla storia della città e dell'ateneo. Prese la forma attuale alla fine del Settecento per volontà del provveditore Andrea Memmo, che bonificò un'area paludosa frequentata fin dall'antichità romana. Oggi è il salotto informale di Padova: luogo di passeggio quotidiano, di mercato la terza domenica del mese con l'affollata fiera dell'antiquariato, e di eventi e concerti che nelle sere d'estate riempiono lo spazio tra le statue e i platani.

Il Palazzo della Ragione e le piazze

Il Palazzo della Ragione, eretto nei primi anni del Duecento e noto ai padovani come "il Salone", è tra le più imponenti sale coperte medievali del mondo: un unico ambiente sospeso senza colonne, lungo circa ottanta metri, coperto da un tetto a carena di nave rovesciata e decorato da un vasto ciclo di affreschi astrologici. Al piano terra, sotto le volte del Salone, botteghe e negozi di specialità gastronomiche continuano una tradizione commerciale ininterrotta da secoli. L'edificio separa e insieme unisce Piazza delle Erbe e Piazza della Frutta, dove ogni mattina bancarelle di frutta, verdura e prodotti locali animano il cuore antico della città in uno dei mercati coperti più autentici del Veneto.

Il Caffè Pedrocchi e i portici

Aperto nel 1831 da Antonio Pedrocchi su progetto neoclassico di Giuseppe Jappelli, il Caffè Pedrocchi fu per decenni "il caffè senza porte", aperto giorno e notte, luogo di incontro di studenti, intellettuali e patrioti: nel 1848 le sue sale furono teatro di scontri risorgimentali, ancora visibili in un foro di proiettile conservato come cimelio. Al piano nobile, le sale in stili diversi — dall'egizio al gotico, dal rinascimentale al Risorgimento — restituiscono l'eclettismo culturale dell'Ottocento padovano. Attorno a piazze e Caffè si sviluppa una delle reti di portici più estese d'Europa, diversi chilometri di gallerie coperte che collegano l'Università, i mercati e le chiese, e che rendono Padova percorribile a piedi anche nelle giornate di pioggia o nella calura estiva.

Sapori padovani

La cucina padovana affonda le radici nella tradizione contadina veneta: bigoli con ragù d'anatra, risi e bisi, pasta e fagioli, baccalà che qui trova casa quanto nella città che gli dà il nome. Nei dintorni, le colline dei Colli Euganei — vulcaniche, punteggiate di vigneti — producono vini DOC di buona struttura da abbinare ai piatti locali, mentre in città il rito dello spritz nelle osterie di Piazza delle Erbe scandisce l'aperitivo con la stessa naturalezza con cui accade a Venezia. Da non perdere la razza avicola Padovana, dal caratteristico ciuffo di piume, allevata da secoli in zona e oggi presidiata da piccoli produttori: un patrimonio gastronomico meno noto ma autentico, da cercare nei mercati e nelle trattorie storiche del centro.

Come visitarla

Padova si visita comodamente a piedi: il centro storico, cinto dalle antiche mura, si attraversa da un capo all'altro in poco più di mezz'ora di cammino, e i portici proteggono dal sole e dalla pioggia lungo quasi tutti i percorsi principali. La stazione ferroviaria, a pochi minuti a piedi dal centro, la collega a Venezia in circa 25 minuti e la rende una tappa naturale per chi soggiorna in Laguna, ma la città merita una permanenza autonoma di almeno un giorno e mezzo per visitare con calma Cappella degli Scrovegni, Orto Botanico e Basilica del Santo senza affanno. La PadovaCard, valida 48 o 72 ore, include l'ingresso ai principali musei e l'uso dei mezzi pubblici. Primavera e autunno sono le stagioni più piacevoli, mentre l'estate porta un caldo umido tipico della pianura padana.

Esperienze da non perdere

  • Prenotare online la Cappella degli Scrovegni con largo anticipo, soprattutto nei weekend e in alta stagione.
  • Passeggiare tra le statue del Prato della Valle al tramonto, quando la luce accende l'Isola Memmia.
  • Percorrere il mercato quotidiano di Piazza delle Erbe e Piazza della Frutta sotto il Palazzo della Ragione.
  • Sostare al Caffè Pedrocchi e salire al piano nobile per ammirare le sale in stili diversi.
  • Visitare il Teatro Anatomico e il Palazzo del Bo con una visita guidata dell'Università.
  • Esplorare l'Orto Botanico e cercare la storica Palma di Goethe.
  • Rendere omaggio alla tomba di Sant'Antonio nella Basilica del Santo e ammirare i bronzi di Donatello.
  • Concedersi un giro in bicicletta lungo le antiche mura rinascimentali della città.

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