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Monteviale

Monteviale è un piccolo comune dei colli vicentini, a breve distanza da Vicenza, noto soprattutto per ospitare villa Loschi Zileri...

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Monteviale è un piccolo comune dei colli vicentini, a breve distanza da Vicenza, noto soprattutto per ospitare villa Loschi Zileri Dal Verme, una delle residenze storiche più preziose della provincia. Costruita nel 1734 dall'architetto Francesco Muttoni su un precedente edificio quattrocentesco, la villa custodisce un ciclo di affreschi realizzato dal giovane Giambattista Tiepolo, commissionato da Niccolò Loschi per celebrare il titolo di conte ottenuto dalla famiglia nel 1729 dalla Repubblica di Venezia. Si tratta della prima opera di Tiepolo nel territorio vicentino, realizzata anni prima dei più celebri affreschi di villa Valmarana ai Nani, e considerata tra le testimonianze meglio conservate della sua tecnica pittorica giovanile. Al di là di questo straordinario patrimonio artistico, Monteviale resta un comune di collina tranquillo, dove la vita quotidiana scorre tra vigneti, campi e la vicinanza discreta al capoluogo berico.

Aggiornato il 12 luglio 2026

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Attività

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Il racconto

Monteviale, la sua storia

Un borgo tra i colli vicentini

Monteviale sorge tra i primi rilievi collinari a ovest di Vicenza, in un territorio che alterna vigneti, oliveti e campi coltivati a piccoli nuclei rurali, in un paesaggio dolce e ben curato tipico dei colli berici e vicentini. La vicinanza al capoluogo, raggiungibile in pochi minuti, rende Monteviale una meta ideale per chi cerca la quiete della campagna senza allontanarsi troppo dai servizi e dalle attrazioni di una città d'arte come Vicenza. Il centro del paese, di dimensioni contenute, mantiene un carattere semplice e raccolto, con la parrocchiale come punto di riferimento della vita comunitaria, mentre il vero elemento di distinzione del comune si trova poco fuori dall'abitato, nel complesso di villa Loschi Zileri Dal Verme.

Villa Loschi Zileri Dal Verme, gioiello del Settecento

Villa Loschi Zileri Dal Verme, situata nella frazione di Biron di Monteviale, fu edificata nel 1734 dall'architetto Francesco Muttoni su un preesistente edificio quattrocentesco, per volere di Niccolò Loschi, che volle celebrare in questo modo il riconoscimento pubblico del titolo di conte ottenuto dalla famiglia nel 1729 dalla Repubblica di Venezia. L'edificio, con il suo scalone monumentale e il salone delle feste, rappresenta uno degli esempi più raffinati di villa veneta settecentesca della provincia di Vicenza, sia per la qualità architettonica sia, soprattutto, per il ciclo di affreschi che ne decora gli interni, oggi considerato una delle risorse migliori per studiare la tecnica pittorica di un grande maestro veneziano nella sua fase giovanile.

Il giovane Tiepolo e i suoi affreschi

Gli affreschi di villa Loschi, realizzati da Giambattista Tiepolo in appena tre mesi di lavoro nel 1734, segnano il passaggio dalla fase giovanile del pittore, ancora permeata dalle influenze tenebrose di Giovan Battista Piazzetta, a una fase più classica e luminosa, arricchita dagli stimoli della lezione di Paolo Veronese. Questo ciclo pittorico costituisce la prima opera di Tiepolo nel territorio vicentino, realizzata anni prima dei più celebri affreschi di villa Valmarana ai Nani, dipinti nel 1757 insieme al figlio Giandomenico. Grazie al loro ottimo stato di conservazione, gli affreschi di villa Loschi sono oggi considerati una fonte preziosa per ricostruire l'evoluzione stilistica di uno dei massimi protagonisti della pittura veneziana del Settecento.

Un programma iconografico ricco di significati

Le pitture che decorano lo scalone e il salone delle feste di villa Loschi seguono un articolato programma iconografico tratto dall'Iconologia di Cesare Ripa del 1611, a partire dall'allegoria del Tempo che svela la Verità e scaccia l'Invidia, dipinta sul soffitto dello scalone. Sulle pareti dello scalone si trovano inoltre le figure dell'Innocenza che scaccia l'Inganno da un lato e dell'Operosità che trionfa sulla Pigrizia dall'altro, in un insieme allegorico pensato per celebrare, attraverso il linguaggio simbolico dell'epoca, le virtù della famiglia committente. Questo apparato decorativo rende la visita alla villa un'esperienza di grande interesse non solo artistico ma anche storico-culturale, per chi vuole comprendere il gusto e i valori dell'aristocrazia veneta del Settecento.

Monteviale oggi, tra colline e quiete

Al di là del richiamo artistico della villa, Monteviale resta un comune di dimensioni contenute, dove la vita quotidiana segue il ritmo tranquillo della collina vicentina, tra piccole aziende agricole, vigneti e un centro abitato raccolto attorno ai servizi essenziali. La vicinanza a Vicenza, città patrimonio dell'umanità UNESCO per le opere di Andrea Palladio, permette di abbinare facilmente una visita a Monteviale con la scoperta del capoluogo, in un itinerario che unisce l'architettura civile palladiana della città con quella residenziale settecentesca della villa. È un comune che, pur non avendo un'offerta turistica ampia, regala a chi lo visita un'esperienza autentica, capace di sorprendere per la qualità del patrimonio artistico custodito in un contesto rurale così discreto.

Esperienze da non perdere

  • Visitare gli affreschi del giovane Tiepolo a villa Loschi Zileri Dal Verme
  • Ammirare lo scalone monumentale e il salone delle feste della villa
  • Passeggiare tra i vigneti e gli oliveti dei colli di Monteviale
  • Raggiungere Vicenza per completare l'itinerario palladiano
  • Scoprire la frazione di Biron e il suo contesto rurale

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