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Mansuè

Mansuè è un piccolo comune agricolo all'estremità orientale della provincia di Treviso, lambito dalle acque del fiume Livenza e de...

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Mansuè è un piccolo comune agricolo all'estremità orientale della provincia di Treviso, lambito dalle acque del fiume Livenza e del Rasego. È un territorio di pianura dalle origini antichissime, con tracce della civiltà dei Veneti nei caratteristici 'casteir', collinette un tempo utilizzate per il controllo del corso navigabile del Livenza. Il paesaggio di Mansuè è oggi dominato dai boschi planiziali di Basalghelle e dal Bosco delle Viole, veri e propri simboli naturalistici del comune in una pianura dove le foreste originarie sono ormai rare. Il Novecento ha segnato profondamente questa comunità con una forte emigrazione verso Europa, Americhe e Australia, un capitolo di storia che si respira ancora nelle famiglie del paese. Una meta discreta, per chi cerca natura di pianura e memoria contadina più che grandi attrazioni, ma capace di raccontare con onestà il volto meno noto della Marca Trevigiana.

Aggiornato il 12 luglio 2026

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Attività

Attività a Mansuè

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Il racconto

Mansuè, la sua storia

I casteir, tracce degli antichi Veneti

I primi reperti che testimoniano una frequentazione umana del territorio di Mansuè risalgono alla civiltà dei Veneti antichi, ben prima della conquista romana. Tra i segni più evidenti di questa presenza ci sono i cosiddetti 'casteir', piccole collinette artificiali utilizzate per il controllo e la sorveglianza del corso del fiume Livenza, allora già navigabile e quindi strategico per i commerci e gli spostamenti. Con la conquista romana del III secolo a.C., l'area fu assegnata al municipio di Opitergium, l'attuale Oderzo, entrando così a far parte della rete amministrativa e infrastrutturale romana del Veneto orientale, un'eredità che si somma agli strati più antichi della civiltà veneta locale.

Dai Da Camino ai giorni nostri

Dopo l'anno Mille, Mansuè entrò nell'orbita della famiglia Da Camino, che aveva costituito una signoria feudale con sede nella vicina Portobuffolé, controllando gran parte del territorio tra Piave e Livenza. La Chiesa Parrocchiale di San Mansueto, edificata tra il 1488 e il 1507, con il suo campanile alto sessantacinque metri da cui si gode un panorama che spazia su tutta la pianura circostante, resta ancora oggi il principale riferimento architettonico e religioso del paese. È un edificio semplice ma solido, coerente con il carattere di un comune che non ha mai puntato sulla grandiosità architettonica, ma su una presenza religiosa e comunitaria stabile nel tempo.

I boschi planiziali, rarità della pianura veneta

Il vero tesoro naturalistico di Mansuè è rappresentato dai suoi boschi di pianura, ormai una rarità in un territorio dove le foreste originarie sono state quasi ovunque sostituite dai campi coltivati. Il bosco planiziale di Basalghelle, esteso su circa cinque ettari, è considerato uno dei boschi più importanti dell'intera provincia di Treviso ed è diventato un vero e proprio simbolo identitario del comune. Il Bosco delle Viole, altra area boschiva situata all'estremità orientale del territorio provinciale, completa questo piccolo ma prezioso patrimonio forestale. Passeggiare in questi boschi significa scoprire com'era la pianura veneta prima delle grandi bonifiche e trasformazioni agricole degli ultimi secoli.

I Prà dei Gai e il paesaggio fluviale

Il territorio di Mansuè è definito anche dall'incontro dei fiumi Livenza e Rasego, che disegnano un paesaggio fluviale delicato attorno all'area conosciuta come i Prà dei Gai. Sono prati e terreni lambiti dall'acqua, dal carattere semplice ma di piacevole equilibrio paesaggistico, che si prestano a passeggiate tranquille lontano dal traffico. La pista ciclabile TV3 GiraMonticano, che collega Fontanelle a Motta di Livenza per circa venticinque chilometri integrandosi con altre rotte regionali, passa in prossimità del comune, offrendo un'ulteriore opportunità di esplorare a ritmo lento questa parte meno conosciuta della Marca Trevigiana, tra corsi d'acqua minori e coltivazioni.

Una comunità segnata dall'emigrazione

Va detto con onestà: Mansuè non è oggi una meta turistica affermata, ed è giusto raccontarne il carattere reale prima di quello immaginato. Nel corso del Novecento, il comune fu tra quelli più coinvolti nel grande fenomeno dell'emigrazione trevigiana, che portò intere famiglie a lasciare la propria terra alla volta dell'Europa, delle Americhe e dell'Australia in cerca di lavoro e di condizioni di vita migliori. È una memoria ancora molto viva nella comunità locale, che si intreccia con l'identità agricola del paese e con il legame profondo, mai reciso, con questa terra di confine tra Piave e Livenza.

Esperienze da non perdere

  • Passeggiare nel bosco planiziale di Basalghelle, tra i più importanti del trevigiano
  • Salire sul campanile della Chiesa di San Mansueto per il panorama sulla pianura
  • Esplorare i Prà dei Gai lungo il Livenza e il Rasego
  • Pedalare sulla pista ciclabile TV3 GiraMonticano
  • Cercare le tracce dei casteir, antichi insediamenti dei Veneti

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