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Longarone

Longarone si trova in Valbelluna, allo sbocco della valle del Vajont sul Piave, alle porte delle Dolomiti bellunesi

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Longarone si trova in Valbelluna, allo sbocco della valle del Vajont sul Piave, alle porte delle Dolomiti bellunesi. Il nome del paese è indissolubilmente legato alla tragedia del Vajont: nella notte del 9 ottobre 1963 una frana precipitò nell'invaso della diga, provocando un'onda che si abbatté su Longarone e sui paesi vicini causando circa 1.917 vittime, delle quali 1.458 solo a Longarone, quasi interamente distrutta. Nel luogo dove sorgeva la vecchia chiesa fu costruita, tra il 1975 e il 1983, la nuova chiesa progettata dall'architetto Giovanni Michelucci, consacrata il 9 ottobre 1983 nel ventennale del disastro come luogo di culto e di memoria collettiva, oggi meta di visita per chi vuole comprendere questa pagina di storia. Accanto a questa storia di dolore, Longarone è nota anche per una tradizione più lieve: quella del gelato artigianale, portata nel mondo dagli emigranti locali nel secondo dopoguerra e celebrata ogni anno dalla Mostra Internazionale del Gelato Artigianale.

Aggiornato il 12 luglio 2026 · Fonti: https://www.visitlongarone.it/percorsi-di-memoria/ · https://www.dolomitiprealpi.it/chiesa-del-michelucci/ · https://www.lorenzotaccioli.it/longarone-disastro-e-gelato/ · http://sacrark.altervista.org/chiesa-di-longarone-di-michelucci/

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Attività

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Il racconto

Longarone, la sua storia

Tra Piave e Dolomiti bellunesi

Longarone sorge in Valbelluna, nel punto in cui la valle del Vajont si apre sulla valle del Piave, circondata dalle cime delle Dolomiti bellunesi. La sua posizione, di transito verso il Cadore e l'Alto Adige, ne ha fatto storicamente un punto di riferimento per l'intera vallata.

Il disastro del Vajont

Nella notte del 9 ottobre 1963 una frana si staccò dal monte Toc e precipitò nell'invaso della diga del Vajont, provocando un'onda che superò lo sbarramento e si abbatté su Longarone e sui paesi vicini. Le vittime furono circa 1.917, di cui 1.458 nel solo comune di Longarone, che fu quasi interamente distrutto. È una delle pagine più dolorose della storia italiana del Novecento, ricordata ogni anno con rispetto e raccoglimento.

La chiesa di Michelucci, luogo di memoria

Sul sito della vecchia parrocchiale distrutta fu costruita, su progetto dell'architetto Giovanni Michelucci, la nuova chiesa di Longarone, concepita come spazio moderno e multifunzionale per la comunità oltre che come luogo di culto. Consacrata il 9 ottobre 1983, nel ventesimo anniversario della tragedia, è oggi uno dei principali riferimenti dell'architettura sacra contemporanea in Italia.

I percorsi della memoria

Attorno a Longarone sono stati organizzati percorsi dedicati alla memoria del Vajont, che attraversano la valle del Maè e la zona della frana, con pannelli informativi e testimonianze che raccontano gli eventi del 1963 e il lungo percorso di ricostruzione della comunità.

La tradizione del gelato artigianale

Longarone è conosciuta anche come città del gelato: a partire dal secondo dopoguerra molti abitanti della zona emigrarono in Europa portando con sé l'arte della gelateria artigianale. Questa tradizione è celebrata ogni anno dalla Mostra Internazionale del Gelato Artigianale, appuntamento che richiama operatori del settore da diversi paesi.

Esperienze da non perdere

  • Visitare la chiesa di Michelucci e riflettere sulla sua storia
  • Percorrere i sentieri dedicati alla memoria del Vajont
  • Vedere da vicino la diga e la valle del Vajont
  • Partecipare alla Mostra Internazionale del Gelato Artigianale
  • Esplorare la Valbelluna alle porte delle Dolomiti

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