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Colle Santa Lucia

Colle Santa Lucia è un piccolo comune sparso dell'alta val Fiorentina, nel cuore delle Dolomiti bellunesi, a 1

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Colle Santa Lucia è un piccolo comune sparso dell'alta val Fiorentina, nel cuore delle Dolomiti bellunesi, a 1.453 metri di quota. Circondato dalle pareti del Monte Civetta e del Monte Pelmo, è considerato uno dei borghi più belli d'Italia grazie ai suoi ventuno nuclei abitati, alle case in pietra e legno e ai prati che si arrampicano verso i pascoli d'alta quota. È uno dei cinque comuni ladini della provincia di Belluno: la lingua e le tradizioni ladine, condivise con le vicine Livinallongo e Cortina, sono ancora vive nella vita quotidiana, nei toponimi e nelle feste. La storia del paese è legata storicamente al Tirolo e al principato vescovile di Bressanone, e solo dopo la Prima guerra mondiale è passato al Regno d'Italia. Oggi Colle Santa Lucia è meta di chi cerca la montagna autentica, lontana dai grandi flussi turistici, tra passeggiate panoramiche, sci nel comprensorio Civetta e un'atmosfera di quiete alpina.

Aggiornato il 12 luglio 2026

Colle Santa Lucia 22°
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Mar 24° 15°

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Il racconto

Colle Santa Lucia, la sua storia

Un borgo ladino sospeso tra le Dolomiti

Colle Santa Lucia non è un paese unico ma un insieme di ventuno piccoli nuclei sparsi sui pendii dell'alta val Fiorentina, collegati da stradine di montagna e separati da prati e boschi di abete rosso. Questa dispersione, tipica dell'insediamento ladino-tirolese, regala scorci continui sulle pareti del Civetta e del Pelmo, due tra le montagne più fotografate delle Dolomiti. Le case tradizionali, con base in pietra e piani superiori in legno, i piccoli capitelli votivi e le baite isolate raccontano un modo di abitare la montagna rimasto quasi intatto. Camminare tra un nucleo e l'altro, più che visitare un centro storico, significa attraversare un paesaggio abitato con lentezza, dove ogni borgata ha ancora oggi la sua identità.

Cultura e lingua ladina

Colle Santa Lucia è uno dei cinque comuni ladini della provincia di Belluno, insieme a Cortina d'Ampezzo, Livinallongo, Selva di Cadore e Rocca Pietore. Fino al 1918 il paese fece parte del Tirolo austriaco, sotto l'autorità del principato vescovile di Bressanone, e solo dopo la Prima guerra mondiale fu annesso al Regno d'Italia; il legame religioso con Bressanone si sciolse addirittura solo nel 1964. Questa storia di confine ha lasciato una lingua, il ladino, ancora parlata e insegnata, insieme a toponimi, cognomi e usanze che si intrecciano con influenze tirolesi e venete. La cultura ladina si manifesta nelle feste patronali, nell'artigianato del legno e in una identità comunitaria che i residenti custodiscono con orgoglio, anche in un paese di poche centinaia di abitanti.

Tra Civetta e Pelmo: il paesaggio dolomitico

Il territorio di Colle Santa Lucia si trova in una posizione privilegiata, incastonato tra due giganti delle Dolomiti: il Monte Civetta, con la sua parete nord-ovest alta oltre mille metri, e il Monte Pelmo, soprannominato il 'Caregon de ea Marmoea' per la sua forma a trono. Dal paese e dai suoi sentieri si aprono panorami che spaziano fino alla Marmolada, rendendo l'area una delle mete predilette per escursionisti e fotografi di montagna. In inverno il comprensorio sciistico Ski Civetta collega gli impianti dell'area con piste di diverso livello, mentre in estate la rete di sentieri CAI permette di raggiungere rifugi, laghi alpini e i tradizionali pascoli d'alta quota, un tempo cuore dell'economia armentizia locale.

Le miniere del Fursil e la storia mineraria

La storia economica di Colle Santa Lucia è legata a lungo alle miniere del Fursil, sfruttate fin dal Medioevo per l'estrazione di minerali di rame e ferro: la prima menzione documentata risale al 1177. L'attività mineraria portò ricchezza e un certo peso politico al paese, testimoniato dalla Cesa de Jan, edificio del 1636 riconoscibile per le sue grate lavorate, che fu sede amministrativa legata proprio alla gestione delle miniere. Oggi le gallerie non sono più attive, ma il paesaggio minerario e alcuni resti sono parte della memoria collettiva del paese, raccontata nei piccoli spazi museali e nelle iniziative culturali locali che cercano di tramandare un capitolo meno noto, ma fondamentale, della storia dolomitica.

Un turismo lento e autentico

A differenza di alcune località dolomitiche più affollate, Colle Santa Lucia mantiene un turismo di dimensioni contenute, adatto a chi cerca quiete, natura e autenticità più che vita mondana. Le strutture ricettive sono per lo più piccole: baite, agriturismi e case vacanza a gestione familiare, spesso a conduzione diretta degli abitanti dei singoli nuclei. È una base comoda per esplorare l'alta val Fiorentina e le valli limitrofe, con accesso rapido ad Alleghe, Selva di Cadore e Cortina, restando però in un contesto meno turistico e più raccolto. Anche la gastronomia locale, fatta di piatti di malga, formaggi di montagna e ricette ladine tramandate in famiglia, riflette questa dimensione genuina, lontana dagli standard più commerciali di alcune vallate vicine.

Esperienze da non perdere

  • Passeggiare tra i ventuno nuclei del paese ammirando le case tradizionali in pietra e legno
  • Ammirare le pareti del Civetta e del Pelmo dai punti panoramici dell'alta val Fiorentina
  • Scoprire la Cesa de Jan e la storia delle miniere del Fursil
  • Sciare o camminare nel comprensorio Ski Civetta a seconda della stagione
  • Assaggiare i piatti di malga e i formaggi di montagna nei rifugi e negli agriturismi locali

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