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Cimadolmo

Cimadolmo è un comune agricolo della Marca trevigiana, situato sulla destra idrografica del fiume Piave, in un territorio pianeggi...

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Cimadolmo è un comune agricolo della Marca trevigiana, situato sulla destra idrografica del fiume Piave, in un territorio pianeggiante e fertile che ha fatto dell'agricoltura di qualità la propria carta d'identità. È qui, insieme ad altri comuni vicini della zona, che si coltiva l'Asparago Bianco di Cimadolmo, prodotto a Indicazione Geografica Protetta dal 2001, coltivato su terreni sabbioso-limosi con il metodo tradizionale delle asparagiaie coperte da teli per mantenerne la caratteristica candidezza. Il paese si trova inoltre in un'area segnata dalla storia della Grande Guerra, con il Piave che rappresentò per mesi la linea del fronte tra gli eserciti in lotta. Cimadolmo non ha un centro storico monumentale da esibire, ma offre un'esperienza autentica di campagna trevigiana, tra filari di vite, coltivazioni di asparagi e un paesaggio agricolo curato con attenzione da generazioni di famiglie del territorio, lontano dai grandi flussi del turismo veneto.

Aggiornato il 12 luglio 2026

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Il racconto

Cimadolmo, la sua storia

L'Asparago Bianco di Cimadolmo IGP

Il prodotto simbolo di Cimadolmo è senza dubbio l'Asparago Bianco, che ha ottenuto il riconoscimento europeo di Indicazione Geografica Protetta nel 2001 e viene coltivato in un'area che comprende, oltre a Cimadolmo, i comuni limitrofi di Breda di Piave, Fontanelle, Mareno di Piave, Maserada sul Piave, Oderzo, Ormelle, Ponte di Piave, San Polo di Piave, Santa Lucia di Piave e Vazzola. I turioni, allungati e completamente bianchi, si ottengono coltivando la pianta su baulature ricoperte da teli che impediscono il passaggio della luce, mantenendo così il germoglio privo di clorofilla, tenero e dal sapore delicato e leggermente dolce. La sua coltivazione è documentata fin dal Seicento, in particolare nel trattato Cento e dieci ricordi di Giacomo Agostinetti del 1679, a testimonianza di una tradizione agricola con radici profonde nel territorio.

Terre sabbiose sulla destra Piave

La qualità dell'asparago di Cimadolmo si spiega anche con la natura del terreno: si tratta di suoli sabbioso-limosi, di origine alluvionale, permeabili e ben drenati, formatisi grazie ai depositi storici del fiume Piave lungo la sua sponda destra. Questa caratteristica pedologica, unita al clima della pianura trevigiana, rende l'area particolarmente vocata non solo alla coltivazione dell'asparago ma anche a quella della vite, con vigneti che si alternano ai campi in un paesaggio agricolo ordinato e produttivo. Il legame tra Cimadolmo e il fiume non è quindi solo geografico, ma sostanzia direttamente la qualità dei prodotti che nascono da questa terra.

Il Piave e la memoria della Grande Guerra

Come molti comuni della destra Piave, anche Cimadolmo porta con sé i segni della Prima guerra mondiale: dopo la ritirata di Caporetto nell'autunno del 1917, il fiume Piave divenne per un anno la linea del fronte tra l'esercito italiano e quello austro-ungarico, con conseguenze pesanti per le popolazioni civili di tutta l'area, costrette in molti casi a evacuazioni e distruzioni. Questa memoria, condivisa con i comuni vicini, fa parte dell'identità storica del territorio ed è ancora oggi ricordata attraverso monumenti locali e nella toponomastica. È un capitolo importante da conoscere per chi visita questa parte della Marca trevigiana, complementare rispetto alla dimensione più leggera legata all'enogastronomia.

Un paese di campagna, senza monumenti da esibire

Va detto con chiarezza: Cimadolmo non ha un centro storico ricco di edifici monumentali, ed è giusto non presentarlo come una meta d'arte. Il suo valore sta altrove, nella concretezza di un'agricoltura di qualità che ha saputo trasformare un prodotto locale, l'asparago bianco, in un vero e proprio consorzio di tutela riconosciuto a livello europeo. Chi visita Cimadolmo trova un paesaggio agricolo ben tenuto, aziende agricole aperte alla vendita diretta soprattutto nella stagione primaverile della raccolta, e un'atmosfera autentica di campagna trevigiana, ideale per chi vuole abbinare un itinerario enogastronomico a una visita più ampia della zona del Piave.

Vigneti e la più ampia zona del Prosecco

Accanto agli asparagi, il territorio di Cimadolmo ospita anche vigneti che rientrano nella più ampia zona di produzione del Prosecco DOC, la denominazione che si estende su un'area molto vasta della Marca trevigiana e non va confusa con la più ristretta zona collinare del Conegliano Valdobbiadene DOCG. Qui la vite si coltiva in pianura, accanto ai campi di asparagi e alle altre colture, in un paesaggio agricolo diversificato tipico della destra Piave. Non è un'area vocata al turismo enologico di alta gamma, ma offre comunque un contesto genuino per chi vuole scoprire come agricoltura e viticoltura di pianura convivano in questa parte del Trevigiano.

Esperienze da non perdere

  • Degustazione e acquisto diretto dell'Asparago Bianco di Cimadolmo IGP in stagione
  • Giro tra le asparagiaie e i vigneti della destra Piave in bicicletta
  • Visita ai luoghi della memoria della Grande Guerra lungo il fiume Piave
  • Tappa in un itinerario enogastronomico più ampio tra i comuni della Marca trevigiana

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