Cartigliano
Cartigliano è un comune della pianura vicentina, adagiato lungo il corso del fiume Brenta, dove la campagna coltivata circonda un...
Aggiornato il 12 luglio 2026
Il racconto
Cartigliano, la sua storia
Cartigliano e il fiume Brenta
Cartigliano sorge nella pianura vicentina, lungo il corso del fiume Brenta, in una posizione che fin dal XV secolo attirò l'interesse delle famiglie patrizie veneziane, desiderose di stabilire qui i propri interessi sulla terraferma. Il territorio, prevalentemente agricolo, è attraversato da rogge e canali derivati dal Brenta che per secoli hanno irrigato i campi coltivati e alimentato mulini e attività artigianali. Ancora oggi il paesaggio di Cartigliano conserva questa impronta rurale, con corti agricole, filari alberati e un rapporto stretto tra il centro abitato e la campagna circostante, che ne fa un piccolo comune di pianura autentico, cresciuto attorno al proprio legame con il fiume e con la terra.
Villa Morosini Cappello, 'il Palazzo'
Il cuore monumentale di Cartigliano è Villa Morosini, Cappello, Battaggia, Lampertico, Vanzo Mercante, conosciuta semplicemente come 'il Palazzo', edificio veneto situato nel centro del paese e oggi sede del municipio. La costruzione fu voluta dai Morosini 'di San Silvestro', patrizi veneziani che dal Quattrocento avevano stabilito qui il centro dei loro interessi sulla terraferma, e realizzata nella seconda metà del Cinquecento su progetto attribuito all'architetto di scuola palladiana Francesco Zamberlan. L'elemento più originale dell'edificio è il porticato a doppia altezza che corre lungo l'intero perimetro, con semplici pilastri al piano terra e colonne ioniche al piano nobile e al secondo livello, una soluzione architettonica che rende la villa un esempio distintivo dell'edilizia veneta del Cinquecento.
Dai Morosini al Comune, un passaggio di proprietari
La villa passò poi alla famiglia Cappello, e nel 1786, in seguito al matrimonio tra Elena Gioseffa Cappello e Zuanne Battaggia, fu ereditata da quest'ultimo. Nei primi anni dell'Ottocento fu acquistata dalla famiglia Lampertico, per giungere infine ai Vanzo Mercante, che nel 1966 la cedettero al Comune di Cartigliano. Questo lungo susseguirsi di proprietari nobiliari racconta bene la storia di molte ville venete, spesso passate di famiglia in famiglia fino ad approdare, in epoca contemporanea, a un uso pubblico e civico. Oggi Villa Morosini Cappello ospita anche il Centro di Cultura del Comune, con spazi dedicati a mostre, eventi ed esposizioni che ne mantengono vivo il ruolo di punto di riferimento culturale per l'intero territorio.
Il ritorno dei bachi da seta
Uno degli aspetti più originali di Cartigliano oggi è la barchessa settentrionale di Villa Morosini, dove è stato allestito un allevamento di bachi da seta gestito da volontari, all'interno di un progetto che punta a ricostruire una filiera italiana della seta rispettosa dell'ambiente e del lavoro. L'iniziativa, nata nell'ottobre 2014 come rete di imprese denominata 'La Rinascita della Via della Seta', mira a rilanciare la bachicoltura in Veneto, regione dove l'ultima filanda italiana aveva chiuso quasi cinquant'anni prima dell'avvio del progetto. È stato presentato alla Soprintendenza un piano da 2,3 milioni di euro per il restauro della barchessa e la creazione di un museo con un impianto completo di produzione della seta, un progetto che intreccia memoria storica e sviluppo sostenibile.
Un paese di campagna con un tesoro architettonico
Al di là della villa, Cartigliano è un comune di dimensioni contenute, con un'economia ancora fortemente legata all'agricoltura e alla zootecnia, tipica della pianura vicentina tra Bassano del Grappa e il territorio circostante. Il centro del paese mantiene un carattere semplice, senza grandi infrastrutture turistiche, ma la presenza di Villa Morosini Cappello lo rende una tappa di sicuro interesse per chi percorre gli itinerari delle ville venete lungo il Brenta. È un buon esempio di come, anche in un contesto rurale modesto, possa convivere un patrimonio architettonico di alto valore storico con la quotidianità di una comunità agricola che continua a lavorare la terra circostante.
Esperienze da non perdere
- Ammirare il porticato a doppia altezza di Villa Morosini Cappello
- Visitare il Centro di Cultura ospitato nella villa
- Scoprire il progetto di allevamento dei bachi da seta nella barchessa
- Passeggiare lungo il Brenta tra corti rurali e campagna
- Esplorare gli itinerari delle ville venete della zona
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