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Camposampiero

Camposampiero è un comune dell'Alta Padovana la cui identità è indissolubilmente legata a Sant'Antonio, che qui trascorse l'ultimo...

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Camposampiero è un comune dell'Alta Padovana la cui identità è indissolubilmente legata a Sant'Antonio, che qui trascorse l'ultimo mese della sua vita, nel maggio-giugno 1231, ospite del conte Tiso VI, signore del castello locale che il santo aveva convertito con la sua predicazione. Il paese, di origine romana e successivamente fortificato dai Camposampiero, feudatari alleati e poi nemici degli Ezzelini, custodisce ancora oggi i luoghi di quel soggiorno nei Santuari Antoniani, meta di pellegrinaggio tra le più sentite del Padovano dopo la Basilica del Santo a Padova. Al di là della dimensione religiosa, Camposampiero resta un centro agricolo di pianura, porta d'accesso all'Alta Padovana, dove la devozione antoniana convive con un tessuto economico fatto di piccola impresa e agricoltura. Per chi arriva da Padova, è una tappa breve ma densa di significato, capace di offrire in poche ore un capitolo importante della vita del santo che manca dalla Basilica cittadina.

Aggiornato il 11 luglio 2026

Camposampiero 30°
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Il racconto

Camposampiero, la sua storia

Storia e origini

Le origini di Camposampiero sono romane, all'estremità della grande centuriazione della zona di Noale e lungo l'asse dell'importante via Aurelia che conduceva ad Asolo. Dopo le distruzioni longobarde, il centro venne fortificato con una cinta muraria significativa e divenne il dominio della famiglia Camposampiero, imparentata, alleata e in seguito acerrima nemica degli Ezzelini, le potenti signorie che si contesero il controllo della Marca trevigiana e del Padovano nel Duecento.

Il soggiorno di Sant'Antonio

All'epoca di Sant'Antonio, Camposampiero era un piccolo borgo dotato di un castello appartenente al conte Tiso VI, convertito dalla predicazione del santo. Fu proprio Tiso a convincere Antonio, ormai malato e provato, a trasferirsi qui per riposare nel corpo e nello spirito nel maggio del 1231. Il soggiorno, durato circa un mese e conclusosi con la morte del santo il 13 giugno 1231, è diventato nei secoli un ricordo condiviso e un'identità collettiva che ancora oggi definisce il paese, meta dell'Ultimo Cammino di Sant'Antonio che ne ripercorre le ultime tappe fino a Padova.

I Santuari Antoniani

Il Santuario del Noce fu costruito nel 1432 da Gregorio Camposampiero sul luogo dove sorgeva il noce dalla cui chioma, secondo la tradizione, il santo predicava alle folle che venivano ad ascoltarlo. Dalla metà del Quattrocento l'edificio fu arricchito da un ciclo di affreschi attribuito a Girolamo Tessari, con scene dei principali miracoli compiuti da Sant'Antonio. Poco distante sorge il Santuario della Visione, che inglobava la piccola cella dove il conte Tiso avrebbe assistito all'apparizione del Bambino Gesù tra le braccia del santo: la chiesa attuale, imponente, fu ricostruita agli inizi del Novecento attorno a quel nucleo originario.

Vita locale ed economia

Al di là del richiamo religioso, Camposampiero è il centro di riferimento dell'Alta Padovana, un'area di pianura a vocazione agricola dove convivono coltivazioni cerealicole, piccola industria e un artigianato diffuso. Il paese ospita anche servizi sanitari e commerciali che ne fanno un polo per i comuni limitrofi, senza però perdere il ritmo tranquillo tipico dei centri di provincia lontani dalle grandi città.

Come arrivare

Camposampiero si trova a circa venti chilometri a nord di Padova ed è collegata al capoluogo da una linea ferroviaria regionale con stazione propria, oltre che dalla strada statale del Santo. È il punto di partenza ideale per chi vuole percorrere a piedi l'Ultimo Cammino di Sant'Antonio fino a Padova, o per chi desidera semplicemente una gita di un giorno tra fede e campagna.

Esperienze da non perdere

  • Visitare il Santuario del Noce e i suoi affreschi quattrocenteschi
  • Raggiungere il Santuario della Visione e la cella di Tiso VI
  • Percorrere a piedi le prime tappe dell'Ultimo Cammino di Sant'Antonio
  • Scoprire i resti delle antiche mura fatte costruire dai Camposampiero
  • Assistere, se possibile, a una celebrazione o processione antoniana
  • Esplorare la campagna dell'Alta Padovana in bicicletta

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