Borca di Cadore
Borca di Cadore è un comune di montagna ai piedi del Monte Antelao, nel cuore delle Dolomiti bellunesi, non lontano da Cortina d'A...
Aggiornato il 12 luglio 2026
Il racconto
Borca di Cadore, la sua storia
L'utopia sociale di Enrico Mattei
Il Villaggio Eni di Borca di Cadore nasce agli inizi degli anni Cinquanta dalla volontà di Enrico Mattei, carismatico presidente dell'ENI, che intendeva creare un villaggio vacanze capace di ospitare fino a seimila dipendenti dell'azienda e le loro famiglie, dai dirigenti ai semplici operai, senza alcuna distinzione gerarchica. Un'idea per l'epoca radicale, che univa welfare aziendale e sperimentazione architettonica in un contesto naturale di grande valore, ai piedi del Monte Antelao. La morte di Mattei nel 1962 in un incidente aereo ridusse lo slancio necessario a completare questo esperimento di utopia sociale nell'ambiente, che fu quindi realizzato solo parzialmente rispetto al progetto iniziale, ma che resta oggi un unicum nella storia del welfare industriale italiano.
L'architettura di Edoardo Gellner
Il progetto visionario fu concepito dallo stesso Mattei e realizzato con grande qualità architettonica soprattutto da Edoardo Gellner, in collaborazione con Carlo Scarpa per alcune parti del complesso. Il villaggio si estende su oltre centomila metri quadrati in un grande bosco ai piedi dell'Antelao, con strutture articolate secondo criteri progettuali innovativi per l'epoca: una grande Colonia di trentamila metri quadrati destinata ai figli dei dipendenti, la Chiesa di Nostra Signora del Cadore, un hotel, un campeggio con tende fisse, duecentottanta villette unifamiliari e una residenza. L'integrazione tra edificato e paesaggio boschivo, con edifici in pietra e legno che dialogano con la pendenza naturale del terreno, è oggi studiata a livello internazionale come esempio di architettura organica di montagna.
L'Antelao e le Dolomiti che circondano il paese
Al di là del suo unicum architettonico, Borca di Cadore è prima di tutto un paese di montagna, dominato dalla mole del Monte Antelao, la seconda cima più alta delle Dolomiti dopo la Marmolada, soprannominata il 'Re delle Dolomiti d'Oriente'. Il territorio comunale offre punti di partenza per escursioni verso i boschi che salgono dal fondovalle fino alle pareti rocciose, con sentieri di diversa difficoltà adatti sia a famiglie sia ad escursionisti più esperti. La vicinanza a Cortina d'Ampezzo, raggiungibile in pochi minuti d'auto, rende Borca una base comoda e più tranquilla rispetto alle mete dolomitiche più affollate, ideale per chi cerca la montagna senza le folle delle località più mondane.
Sci e stagioni di montagna
Come molti comuni del Cadore, Borca vive un doppio ritmo stagionale: l'inverno, con la vicinanza agli impianti sciistici della zona e la possibilità di praticare sci di fondo e ciaspolate nei boschi circostanti, e l'estate, dedicata all'escursionismo, alla mountain bike e al semplice riposo all'ombra dell'Antelao. È una montagna che qui si vive senza le infrastrutture imponenti di altre località alpine più sviluppate: un turismo di dimensioni contenute, coerente con lo spirito del villaggio Gellner, pensato fin dall'origine per un turismo sociale e non per il lusso esclusivo. Chi cerca grandi impianti e vita notturna dovrà spostarsi verso Cortina; chi cerca la montagna autentica troverà a Borca il suo posto.
Un patrimonio da recuperare e valorizzare
Va detto con onestà che parte del Villaggio Corte di Cadore ha attraversato decenni di abbandono e degrado dopo la fine della gestione ENI, e oggi diversi progetti di recupero e valorizzazione, sostenuti da fondazioni e istituzioni culturali, lavorano per restituire piena fruibilità a un patrimonio architettonico riconosciuto come bene di interesse culturale. Visitare Borca di Cadore oggi significa quindi anche osservare un cantiere di memoria in corso, dove passato industriale, sperimentazione architettonica e natura dolomitica si intrecciano in un equilibrio ancora in divenire, ben lontano dalla patina scintillante di altre mete alpine più commerciali.
Esperienze da non perdere
- Passeggiare tra gli edifici del Villaggio Eni firmati da Edoardo Gellner
- Visitare la Chiesa di Nostra Signora del Cadore, con contributi di Carlo Scarpa
- Percorrere i sentieri escursionistici ai piedi del Monte Antelao
- Praticare sci di fondo o ciaspolate nei boschi d'inverno
- Fare tappa a Cortina d'Ampezzo, a pochi minuti d'auto
Da vedere
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